Franco Bassanini e Edoardo Reviglio, Il Sole 24 Ore
Marcello Sorgi, La Stampa
Renato Mannheimer, Corriere della Sera
Luigi Offeddu, Corriere della Sera
Dario Di Vico, Corriere della Sera
Marco Onado, Il Sole 24 Ore
In Spagna e Grecia a casa uno su due. In Italia siamo al 35,9%. La media continentale per...
Davide Frattini, Corriere della Sera
Maurizio Ricci, La Repubblica
Dino Martirano, Corriere della Sera
Prima pagina di giovedì 10 maggio 2012
La scommessa: «Investimenti per ridurre il digital divide esclusi dal Patto di Stabilità europeo». Ma l'emendamento ad hoc è stato già bocciato dal rigorismo tedesco
Il vento nuovo, che dall'Eliseo è arrivato anche in nord Reno-Westfalia travolgendo la Cdu del cancelliere Angela Merkel, spazza i mercati e fa impennare lo spread. Ma fa sperare chi in Europa, tra i quali il premier Mario Monti, punta a rilanciare la crescita.
È già incominciata ma adesso sta per entrare nel vivo la seconda fase del governo Monti.
Come la prima fase in realtà entrò nel vivo con il Consiglio Europeo di dicembre così anche la seconda decollerà con il Consiglio Europeo di giugno. La cosa certo non meraviglia coloro che hanno capito come sia stretta la interdipendenza di politica nazionale e politica europea. Le forze politiche che vogliono dare un contributo devono adesso venire fuori con suggerimenti e magari anche con iniziative internazionali nei grandi partiti europei ...
Lettera aperta del Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi al Sole 24 Ore.
Caro direttore, il suo Memorandum sull'ultimo numero della Domenica mi sollecita innanzitutto a ringraziarla per le espressioni con cui ha evocato uno scambio di opinioni, quel dialogare tra noi fattosi nel tempo amichevole consuetudine.
Ma l'aver richiamato le considerazioni che andavo svolgendo quando era appena deflagrata la crisi della Lehmam e altre se ne profilavano; quando, soprattutto, ancora confidavamo nella "durezza" della lezione per prefigurare una finanza emendata dal vizio di una speculazione dissennata, ha suscitato in me pensieri amari. E come potrebbe essere diversamente, di fronte al caso JP Morgan e al suo "buco" di 2 miliardi di dollari? È come se qualcuno dopo aver rimesso indietro le lancette ci facesse piombare in un déjà-vu da incubo. Al centro di tutto ancora una volta i derivati.
La vittoria del candidato socialista François Hollande alle presidenziali francesi ha rilanciato un ampio dibattito in tutti i paesi dell’Unione europea. Un cambiamento di rotta nella politica europea della Francia si ripercuoterebbe infatti non solo sui rapporti tra Parigi e Berlino, ma più in generale sulla linea dell’Ue nella risposta alla crisi dei debiti sovrani.
Certamente, l’esito delle presidenziali francesi, come anche quello delle elezioni greche, segnala che i cittadini europei rigettano un’impostazione imperniata unicamente sul risanamento dei bilanci pubblici e che sta richiedendo loro dolorosi sacrifici. In Francia, in particolare, il presidente uscente Nicolas Sarkozy è apparso subalterno alla cancelliera tedesca nell’interpretare la linea del rigore.