Finanziamento ai partiti, il Consiglio d’Europa boccia il sistema italiano

greco Carenze “importanti”, controlli “inefficienti” e sanzioni “inefficaci”: il Consiglio d’Europa boccia senza appello il sistema di finanziamento pubblico dei partiti in Italia. Una situazione a cui, secondo Strasburgo, è “urgente” porre rimedio.

 

Nel corso della 54 riunione plenaria della Commissione GRECO (GRoupe d’Etats contre la COrruption / Group of States against Corruption), l’organismo che valuta la lotta alla corruzione nei Paesi membri dell’UE, è stato adottato il rapporto sull’Italia relativo al III ciclo di valutazione.

Nella II parte del rapporto, relativa al contributo pubblico ai partiti italiani, la Commissione da atto che in Italia il sistema di finanziamento ai partiti e movimenti politici è sensibilmente migliorato negli ultimi due decenni, in quanto ne è stata implementata la trasparenza e rafforzata la disciplina finanziaria, il rapporto ha evidenziato grosse lacune di base nel nostro ordinamento.

Il Rapporto sottolinea carenze importanti e sanzioni inefficaci del sistema, soprattutto la mancanza di adeguati controlli e l’urgenza di intervenire per sanare una situazione insostenibile, che, grazie al meccanismo attuale, ha portato i partiti a incassare il triplo delle spese sostenute. Tra il ’94 e il 2008 i partiti politici hanno speso in totale 570 milioni di euro, ma i rimborsi ricevuti per le campagne elettorali sono stati 2,25 miliardi di euro, così alcuni partiti hanno ricevuto anche il 400% in più rispetto alle spese sostenute. Una discrepanza, spiega l’organismo di Strasburgo, dovuta al fatto che in Italia l’erogazione dei fondi è legata al numero di voti ottenuti e non alle spese sostenute.

 

Le lacune del nostro ordinamento riguardano, in particolare:

  1. l’efficacia del sistema di controllo delle finanze dei partiti e movimenti politici sia da parte dei revisori contabili interni ad essi sia da parte delle autorità statali ad hoc preposte;
  2. il regime di pubblicità e di trasparenza delle donazioni effettuate ai partiti e movimenti politici;
  3. la trasparenza delle fonti di finanziamento e delle spese delle articolazioni locali dei partiti e movimenti politici nonché dei gruppi parlamentari;
  4. la trasparenza e i controlli nelle campagne elettorali per il rinnovo del Parlamento europeo;
  5. l’efficacia del sistema sanzionatorio, amministrativo e penale, esistente nel settore.

Le raccomandazioni del GRECO relative alla parte II Party Funding sono state le seguenti:

  • avviare un processo legislativo di riforma che preveda 
    •  norme sullo status giuridico dei partiti politici 
    • una chiara definizione del periodo di campagna, 
    • i requisiti di trasparenza, di controllo e sanzionatori in materia di elezioni al Parlamento europeo che siano paragonabili a quelli degli altri tipi di elezione, 
    • una base giuridica sistematizzata, comprensiva ed attuabile per il finanziamento dei partiti politici e dei candidati, che preveda anche la considerazione di unire le norme applicabili in un unico atto legislativo (paragrafo 130);
  • introdurre un divieto generale di donazioni da donanti la cui identità non sia nota al partito politico/candidato, 
    •  abbassare la soglia attuale di donazioni al di sopra della quale l’identità del donante debba essere resa nota, ovvero, 20.000 euro per donazioni a singoli candidati, e 50.000 euro per le donazioni a partiti politici), ad un livello appropriato (paragrafo 133);
  • adottare misure per aumentare la trasparenza delle entrate e delle spese di 
    • partiti politici a livello locale, 
    • entità, correlate direttamente o indirettamente a partiti politici o comunque sotto il loro controllo, 
    • i gruppi parlamentari (comma 135);
  • elaborare un approccio coordinato per la pubblicazione di informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali, garantire che tali informazioni siano rese disponibili in modo coerente, comprensibile e puntuale e che pertanto permetta un accesso al pubblico più semplice e significativo, compreso l’utilizzo al meglio delle pubblicazioni via internet (punto 138);
  • introdurre norme chiare e coerenti sui requisiti di audit applicabili ai partiti politici, garantire la necessaria indipendenza dei revisori che certificano i bilanci dei partiti politici (punto 140);
  • costituire un organo leader indipendente, assistito, se del caso, da altre autorità, con un mandato, stabilità mandato, poteri e risorse adeguate al fine di esercitare un controllo proattivo ed efficiente, d’indagine e di attuazione delle norme sulla finanza della politica, 
    • fino alla sua costituzione, garantire che le istituzioni con le attuali responsabilità sviluppino un approccio pratico di lavoro per l’effettiva attuazione delle regole di finanziamento dei partiti e di campagna elettorale, 
    • rafforzare la cooperazione e il coordinamento degli sforzi a livello operativo ed esecutivo tra le autorità investite della supervisione delle finanze politiche e le autorità fiscali e di polizia (comma 145);
  • vii.rivedere le attuali sanzioni amministrative e penali relative a violazioni di regole di finanziamento politico al fine di garantire che siano efficaci, proporzionate e dissuasive (paragrafo 149).

Alla luce di quanto evidenziato, il GRECO auspica una riforma normativa, anche significativa, della materia in questione.

 

Leggi il Rapporto del GRECO relativa al finanziamento pubblico dei partiti politici italiani.

 

 

 

 

 

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