Sicurezza. Sul mare diciamoci tutto

marina-sicurezza La sorveglianza europea del Mediterraneo. L’opinione di Roberto Leonardi, Agenzia spaziale italiana, BluemassMed Space Group Leader

Originariamente la sorveglianza marittima è stata caratterizzata dalla raccolta, a livello nazionale, di molteplici dati, da parte di diverse autorità, mentre i sistemi europei hanno riguardato le cooperazioni settoriali all’interno di ciascuna comunità di utenti.

Più recentemente la cooperazione europea ha conseguito importanti progressi grazie alla definizione di una politica marittima integrata che include fra i suoi principali obiettivi l’integrazione della sorveglianza marittima tramite la promozione di scambi informativi tra le autorità nazionali responsabili del monitoraggio e della sorveglianza in mare, pur senza rimettere in causa le competenze stabilite dalla normativa nazionale e comunitaria.

Questo approccio ha lo scopo non solo di migliorare il livello di sorveglianza generale in termini di raccolta e trattamento delle informazioni, ma anche di ridurre i costi di sorveglianza grazie ad economie di scala finora non sfruttate.

Considerando che il 90% del commercio esterno dell’Unione Europea avviene via mare si pensa di fornire un grosso impulso alla crescita economica assicurando le fondamentali condizioni di “sicurezza” in mare nella più vasta accezione del termine, riducendo la complessità (cross-sector e cross-border) derivante dalla natura trasversale della sorveglianza marittima e dal grande numero di attori civili e militari coinvolti.

Ci si aspetta che i benefici risultanti da tale processo abbiano riflessi positivi sulla sicurezza nazionale, la sicurezza marittima (maritime security), la sicurezza della navigazione (maritime safety), la protezione dell’ambiente marino, il controllo delle frontiere marittime e l’applicazione della legge in generale.

I potenziali risparmi a livello Ue appaiono significativi considerando la crescente esigenza di scoprire, identificare, tracciare, intercettare e incriminare individui addetti al contrabbando, al traffico di esseri umani, alla pesca illegale, all’immigrazione clandestina al pari di prevenire incidenti in mare e salvaguardare l’ambiente marino.

Una tecnologia di scambio delle informazioni
BluemassMed (Bmm) – Blue Maritime Surveillance System Med – Pilot Project on integration of maritime surveillance on the Mediterranean Sea and its Atlantic approaches – si inserisce nel quadro della roadmap europea per la realizzazione del Cise (Common Information Sharing Environment), ossia di un ambiente tecnologico comune attraverso cui realizzare una cooperazione informativa fra le amministrazioni europee responsabili delle attività di sorveglianza marittima.

La politica marittima integrata e il Cise hanno individuato sette comunità di utenti partecipanti alla cooperazione informativa: difesa e sicurezza, sicurezza della navigazione, ambiente marino, pesca, dogane, controllo frontiere, diritto del mare, con l’obiettivo di utilizzare in modo sinergico il flusso informativo.

Bmm, lanciato a dicembre 2008, è attualmente nella fase di dimostrazione tramite prove reali di scambio informazioni inter-settoriali a livello nazionale e tra stati da parte delle autorità responsabili delle operazioni di sorveglianza. La rete, basata su architettura a servizi, funziona in modo de-centralizzato (non esiste nessuna entità o autorità in possesso di tutti i dati): le autorità connesse alla rete continuano ad agire secondo i loro compiti, diritti, competenze e responsabilità, ma, sulla base di una migliore conoscenza dell’ambiente in cui operano – il mare – possono svolgere meglio il proprio compito disponendo di un flusso informativo maggiore rispetto all’attuale situazione.

Al progetto pilota europeo partecipano sei Stati del Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta); l’Italia è presente con 10 amministrazioni appartenenti ai Ministeri dell’Interno (Immigrazione e Antidroga), Difesa (Stato Maggiore Difesa e Marina), Economia e Finanze (Guardia di Finanza e Dogane), Infrastrutture e Trasporti (Capitanerie di Porto e Trasporto Marittimo), Ambiente (Protezione della Natura e del Mare) e Agenzia spaziale italiana con il ruolo di coordinatore nazionale su mandato della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le attività hanno consentito di definire le funzioni e i servizi del Nodo primario interministeriale italiano rappresentato dalla Centrale nazionale interministeriale di sorveglianza marittima operante presso il Comando in Capo della Squadra Navale della Marina con il contributo di tutte le amministrazioni partecipanti al progetto. BluemassMed ha conseguito così una rilevanza strategica sperimentando con successo un modello di cooperazione informativa paritaria fra gli Stati – senza infrastrutture centralizzate di governo del sistema e di accumulazione di dati – attraverso una efficace cooperazione operativa a livello regionale.

Prossima frontiera: lo spazio
Mentre l’uso dei sistemi spaziali ai fini di sicurezza e difesa si è espansa in modo costante, la relazione fra sicurezza marittima e sistemi spaziali rimane ancora agli albori in Europa.

Eppure i sistemi spaziali istituzionali di sorveglianza costituiscono uno strumento strategico con peculiari caratteristiche: copertura globale (unica struttura disponibile in alto mare che va oltre la copertura delle infrastrutture terrestri), continuità temporale del servizio (assicurata da una struttura operativa permanente), proprietà dei dati e “non intrusività” accordata ai satelliti a prescindere dalla zona osservata e, aspetto non secondario, disponibilità di un archivio dati organizzato da utilizzare anche per analisi di eventi di carattere strategico.

Il dominio marittimo fa parte dei Global Commons, (aree su cui nessuna giurisdizione nazionale può affermare un diritto di sovranità esclusiva) al pari dello spazio extra-atmosferico, per cui il binomio “satellite – alto mare” ha una sua ragione di sostegno reciproco. Nella realizzazione del progetto pilota gli assetti spaziali sono stati inseriti in modo completo nell’architettura duale della rete europea di sorveglianza marittima, insieme agli assetti in situ non spaziali, per sviluppare nuovi servizi innovativi che sfruttano la tecnologia radar dei satelliti della costellazione duale Cosmo-SkyMed: valorizzazione dei satelliti di osservazione in un ruolo pro-attivo (ripresa satellitare dell’area mediterranea in modo sistematico e preventivo, non solo nelle situazioni di emergenza).

È stato così dimostrato che i satelliti istituzionali oggi esistenti, con i loro limiti e potenzialità, possono concorrere efficacemente alla sorveglianza marittima a patto che siano inseriti a pieno titolo ed in modo stabile e continuativo all’interno di un sistema sinergico e integrato quale la rete Bmm. È auspicabile per il futuro pensare di realizzare a livello europeo una piattaforma spaziale comune coerente e unitaria per la sorveglianza marittima che integri e valorizzi le infrastrutture europee (Gmes e Galileo) e nazionali di Osservazione, Comunicazione e Navigazione, favorendo così una grande prospettiva di crescita e di sviluppo in un settore strategico.

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